When you install WPML and add languages, you will find the flags here to change site language.

Vino&Web

Il binomio Vino-Web è sempre più più forte e destinato a crescere.

La conferma viene da due recenti ricerche dedicate al rapporto tra il vino e il web; la prima Agivi (Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani), ha fatto realizzare una ricerca dedicata al rapporto tra il vino e il web.

La prima ricerca, proposta da  Agivi (Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani) è stata realizzata mediante la metodologia Woa (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio on line sui principali social network – Facebook, Twitter, YouTube – blog e community interattive, coinvolgendo circa 1100 utenti per conoscere meglio la “brand reputation” del vino su internet.

La seconda ricerca, condotta da Freedata Labs per la rivista ‘Beverage&Grocery’, è un’ indagine di web listening cche ha analizzato tutti i contenuti prodotti in rete nel corso di 12 mesi in merito ai 70 vini DOCG prodotti nel territorio italiano ed ai 15 vini (italiani) più venduti in GDO.

Sono più di 210 milioni le pagine aggregate su Google dedicate al vino; oltre  7 milioni i video e 37 milioni le immagini. Non solo, sono oltre 2.500 i blog al mondo interamente dedicati, 1.200 forum e community nazionali e internazionali, ben 519.000 video caricati su Youtube, oltre 2.000 le pagine e gruppi appositamente creati su Facebook, alcuni dei quali arrivano a superare addirittura il milione di fan. Sommelier, ristoratori e appassionati italiani di vino si ritrovano in rete per discutere delle tendenze del momento (53%), darsi appuntamento ai migliori eventi internazionali (37%) e confrontarsi sugli abbinamenti migliori a tavola (28%).

L’indagine del ‘Social Wine Monitor’ di Agivi ha rivelato quali sono le attività all’interno delle piattaforme della rete dedicate al vino. La maggior parte degli internauti appassionati di vino (49%) si informa prima di considerare l’acquisto di una specifica bottiglia. Altri (31%) chiedono consigli e suggerimenti ai sommelier o direttamente alle aziende vinicole o condividono le proprie esperienze con altri utenti (26%).

Quanto, dove e come si parla di vino in Rete?

Di cosa si parla principalmente all’interno dei vari forum, social network, blog e community? Si discute soprattutto sulle ultime tendenze nel mondo del vino (53%), ci si da appuntamento ai migliori eventi internazionali (37%) e ci si confronta sui migliori abbinamenti cibo-vino a tavola (28%).

Secondo una recente indagine di web listening, condotta da Freedata Labs per la rivista Beverage&Grocery, il buzz prodotto proviene principalmente da tre canali digitali: il Mainstream (siti di news, redazionali e istituzionali) col 54%, i Blog col 23% e i Forum col 9%; il restante 14% si ripartisce fra Microblog (caratterizzato nella sua quasi totalità da Twitter), Video e Foto Sharing e Social Network.

Le conclusioni a cui si arriva con queste ricerche sono fondamentalmente due: in Rete si parla (e tanto) di vino ma non si parla (poco) di brand.

Gli utenti sono interessati a saperne di più, si confrontano, cercano aiuto soprattutto all’interno delle web community che frequentano abitualmente e che non sono specializzate nell’eno-gastronomia. Utilizzano un linguaggio semplice, presentano i propri gusti ma non si spacciano per esperti ancor meno per addetti ai lavori.

La maggioranza dei consumatori ha il bisogno di confrontarsi e raccogliere informazioni ad un livello di maggior semplicità e socialità; oggi, questo ruolo informativo/formativo è ricoperto dagli utenti stessi (i più esperti e appassionati) lasciando alle cantine e ai produttori l’onore e l’onere di comunicare agli esperti del mercato.

Perché un’azienda vinicola dovrebbe utilizzare i social media? 

Come dimostrano blog, community e siti internet gestiti dai principali produttori di vino, la rete è un modo utile per ottenere analisi e informazioni sul mercato e sul consumatore (45%), per far parlare i clienti del proprio brand (37%) attraverso passaparola e viral, per fornire le necessarie informazioni ai consumatori (26%), ma soprattutto per costruire la propria identità in rete (68%).

Fonti